È necessario un confronto vero, inclusivo e strutturale con tutte le rappresentanze degli Organismi accreditati e le parti sociali.
ASSOAFOP, Associazione degli Organismi Formativi Accreditati per la Formazione Professionale, in qualità di associazione di categoria maggiormente rappresentativa in Puglia con oltre 60 Organismi accreditati per la Formazione Professionale e Agenzie per il Lavoro, ritiene necessario intervenire nel dibattito pubblico apertosi in questi giorni sullo stato della formazione professionale e delle politiche attive del lavoro nella Regione Puglia.
Pur condividendo la forte preoccupazione per i ritardi, le incertezze procedurali e le criticità che interessano il comparto, ASSOAFOP ritiene che il metodo e l’approccio non deve essere di contrapposizione, perché il sistema non può essere affrontato con dichiarazioni allarmistiche, semplificazioni o rappresentazioni parziali. La crisi attuale non nasce oggi e non può essere ricondotta alla fase amministrativa in corso. Essa è il risultato di scelte stratificate nel tempo, di nodi strutturali non risolti per anni e di un modello regionale che, da troppo tempo, mostra evidenti limiti di sostenibilità, efficacia e governance.
La genesi dell’attuale condizione di difficoltà va ricercata, innanzitutto, nella mancata riforma del sistema di accreditamento degli Organismi formativi e del Repertorio delle figure professionali. Per anni la Regione Puglia – nonostante proposte in merito – non ha messo mano in modo organico alle regole dell’accreditamento, non ha applicato il sistema di rating degli Organismi accreditati pur previsto dalla normativa regionale e non ha valorizzato in modo sistematico gli indicatori di monitoraggio della qualità dell’offerta formativa. Il risultato è stato l’aumento progressivo e incontrollato del numero degli enti accreditati, in un contesto nel quale era già evidente la limitatezza delle risorse europee, nazionali e regionali disponibili.
Un sistema così affollato di soggetti attuatori e con strumenti obsoleti, privo di adeguati meccanismi qualitativi di selezione, valutazione e premialità, era destinato a manifestare nel breve periodo tutte le proprie criticità. Occorre ricordare che l’accreditamento comporta per gli operatori economici investimenti rilevanti, spesso non inferiori a 150.000 euro annui tra risorse umane, strutture, arredi, attrezzature, adempimenti organizzativi e requisiti di mantenimento. Proprio in ragione del legittimo affidamento degli operatori, la Regione avrebbe dovuto introdurre per tempo criteri selettivi numerici e qualitativi, fondati su trasparenza, rating, controllo effettivo delle performance e valorizzazione degli enti realmente qualificati.
A tali criticità si aggiunge la non adeguata organizzazione amministrativo-burocratica della governance regionale della formazione professionale. Nel corso degli anni, la gestione degli uffici e dei procedimenti ha determinato rallentamenti progressivi, duplicazioni di interventi, tempi non coerenti con le dinamiche del mercato del lavoro e una parcellizzazione eccessiva delle risorse, spesso disperse in una pluralità di programmi e misure con scarso impatto sistemico.
Va tuttavia riconosciuto che, in tale contesto, la gran parte dei funzionari e dei dirigenti regionali del settore hanno continuato a operare con dedizione, professionalità e attenzione verso il comparto, tentando di garantire, pur tra tante difficoltà, la continuità amministrativa e le risposte agli operatori e all’utenza. La loro azione, tuttavia, è risultata spesso limitata da un quadro regionale complesso e condizionante, nel quale indirizzi politici dettati dalla ricerca di continui consensi elettorali, sovrapposizioni decisionali e priorità mutevoli hanno inciso sulla capacità amministrativa di assicurare celerità e certezza dei procedimenti, nonché una più efficace finalizzazione dei programmi e delle risorse pubbliche all’impatto occupazionale e all’innalzamento delle competenze dei destinatari delle attività formative.
La formazione professionale, per essere leva di sviluppo, non può procedere per emergenze, rincorse procedurali o interventi frammentati: richiede programmazione pluriennale, tempi certi, semplificazione amministrativa e una governance capace di dialogare con la velocità reale dei fabbisogni produttivi e sociali.
ASSOAFOP ritiene inoltre che l’avvento dei voucher formativi abbia contribuito, negli anni, alla creazione di un “mercato” eccessivamente deregolato, spesso più orientato alla captazione della domanda che alla qualità dell’offerta formativa. Tale modello ha prodotto criticità in termini di monitoraggio, controllo della spesa, verifica degli esiti formativi e un’inopportuna concentrazione di risorse economiche ingenti in capo a pochi soggetti attuatori. Il rischio è che la formazione venga ridotta a mero strumento di spesa o di competizione commerciale, anziché essere riconosciuta come processo educativo, professionale e sociale finalizzato all’innalzamento reale delle competenze.
Vi è poi un ulteriore elemento che il dibattito pubblico non può eludere: le organizzazioni sindacali, così come le maggiori Associazioni datoriali dei vari settori, siedono stabilmente ai tavoli del Partenariato Economico e Sociale (PES) e dell’Osservatorio del Mercato del Lavoro. In tali sedi esse hanno avuto e hanno la possibilità di contribuire alla definizione delle politiche regionali, formulare proposte, rappresentare criticità e sollecitare interventi di sistema. Al contrario, le associazioni maggiormente rappresentative degli Organismi di Formazione Professionale, pur essendo portatrici di una conoscenza diretta, tecnica e territoriale del comparto, continuano a non essere pienamente coinvolte nei luoghi decisionali, neppure come stakeholder strutturati.
Per questo ASSOAFOP non chiede tavoli riservati o interlocuzioni parziali, ma un confronto pubblico, stabile, trasparente e realmente inclusivo con tutte le parti sociali e con tutte le rappresentanze degli Organismi accreditati. La formazione professionale non può essere riorganizzata ascoltando solo alcuni soggetti o riproducendo assetti che hanno contribuito alla sedimentazione delle criticità attuali. Serve una sede tecnica permanente nella quale Regione, Associazioni di rappresentanza degli Organismi Formativi, Organizzazioni sindacali e delle imprese, Agenzie per il Lavoro, ARPAL e attori istituzionali possano concorrere a una riforma complessiva del sistema.
ASSOAFOP auspica un vero New Deal della formazione professionale e delle politiche del lavoro in Puglia: il reengineering radicale dei processi, delle regole, dell’accreditamento, del repertorio delle qualifiche, della programmazione, della rendicontazione, della formazione autofinanziata, della FAD, dei controlli, dei criteri di valutazione e dei meccanismi di premialità.
Tale riorganizzazione, tuttavia, non può essere realizzata acuendo la crisi degli operatori economici, né sospendendo o paralizzando le attività. Occorre intervenire con equilibrio: da un lato sbloccare immediatamente le graduatorie degli Avvisi fermi da oltre un anno, definire i procedimenti pendenti e avviare tutte le attività possibili già programmate; dall’altro aprire contestualmente una riforma organica che renda il sistema più sostenibile, trasparente, moderno e qualitativamente selettivo.
In questa prospettiva, nell’incontro del 1° luglio 2026 con l’Assessore regionale allo Sviluppo Economico e Lavoro, Ing. Prof. Eugenio Di Sciascio, ASSOAFOP ha consegnato il proprio contributo di Linee Programmatiche 2026-2030 per la Formazione Professionale e per le Politiche del Lavoro in Puglia , indicando priorità operative e proposte di breve-medio periodo.
Nell’immediato, ASSOAFOP ha chiesto:
- la pubblicazione e lo scorrimento delle graduatorie degli Avvisi ancora pendenti;
- la definizione dei procedimenti amministrativi bloccati o rallentati, ivi compreso i celeri pagamenti di ratei già verificati;
- l’assegnazione tempestiva delle risorse disponibili;
- il riavvio della formazione autofinanziata, rendendola più smart, flessibile e coerente con i fabbisogni reali, anche con lo sblocco e la regolamentazione chiara dei corsi OSS e dei percorsi socio-sanitari;
- l’apertura di un confronto strutturato con tutte le rappresentanze del comparto.
ASSOAFOP condivide l’esigenza che le risorse pubbliche producano risultati concreti per i cittadini, ma ritiene riduttivo misurare la qualità degli Organismi di Formazione esclusivamente attraverso l’impatto occupazionale. L’occupazione è un obiettivo essenziale delle politiche pubbliche, ma il placement e l’inserimento lavorativo chiamano in causa una pluralità di soggetti istituzionali e privati, tra cui ARPAL, Centri per l’Impiego, Agenzie per il Lavoro, imprese e servizi territoriali.
La premialità degli enti di formazione deve essere fondata anzitutto sulla “qualità dei processi formativi”: competenza della faculty, solidità organizzativa, adeguatezza dei laboratori, innovazione metodologica, gradimento dell’utenza, regolarità gestionale, capacità inclusiva, coerenza con i fabbisogni professionali, aggiornamento dei contenuti e corretta certificazione delle competenze. Solo una valutazione multidimensionale può restituire la reale qualità dell’offerta formativa.
ASSOAFOP, pertanto, auspica che il confronto avviato con la Regione Puglia prosegua in modo serio, concreto e aperto, evitando sia gli allarmismi sia le rassicurazioni generiche. La posta in gioco non è la difesa di singoli interessi di categoria, ma la costruzione di un sistema regionale della formazione professionale capace di servire innanzitutto gli utenti: giovani, adulti, disoccupati, lavoratori, imprese e persone fragili e vulnerabili (persone con disabilità, detenuti e ex detenuti, donne in difficoltà, migranti, ecc.).
La Puglia ha bisogno di una formazione professionale più forte, più qualificata, più accessibile e più utile al lavoro. Per raggiungere questo obiettivo occorre voltare pagina, con responsabilità istituzionale, trasparenza amministrativa e pieno coinvolgimento di tutti gli attori realmente rappresentativi del sistema. Con accountability e responsibility da parte di ciascuno, unitamente a coerenza, correttezza e soprattutto assenza di strumentalizzazioni.
Presidente, Direttivo e Comitato Tecnico Scientifico ASSOAFOP – dott. prof.ssa Silvia Nascetti
Fonte: https://assoafop.org

